La paura di deludere: il vero blocco invisibile del nostro potenziale

Sono Valeria, e oggi aiuto le persone a smettere di rincorrere perfezioni e iniziare a vivere davvero. Ma prima, ho attraversato l’inferno della delusione di me stessa. Quello che leggerai non è solo un racconto, ma una mano tesa a chi si sente intrappolato nella paura di deludere.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto paura di deludere qualcuno. Un genitore, un partner, un figlio, un amico, un capo. O peggio ancora: noi stessi. Ma pochi si fermano a guardare davvero dentro questa paura. Perché ci condiziona così tanto? Perché ci fa rinunciare a sogni, scelte, cambiamenti?

Nel mio percorso personale e professionale, ho scoperto che questa paura è come un filo invisibile che ci lega a versioni di noi che non esistono più. Versioni costruite su aspettative esterne, su modelli che ci hanno insegnato a essere bravi, giusti, amabili.

Ti è mai capitato di sentirti sbagliatə solo perché non eri come gli altri volevano? Quante volte ti sei imposto un obiettivo solo per sentirti all’altezza… e poi sei crollatə?

Mille volte ho sentito di deludere, mille e mille volte mi sono buttata addosso tutta la merda che potevo perché avevo compreso che probabilmente avrei ricevuto l’amore in maniera diminuita, che chi si fidava di me mi avrebbe amata di meno. In particolare dopo aver sperimentato il disagio costante di deludere qualcuno, anche senza volerlo, ho iniziato a sperimentare la delusione di me stessa. Ogni volta che mi imponevo di raggiungere degli obiettivi (il più delle volte irraggiungibili), finivo per abbandonare il mio scopo. E guardando di nuovo in faccia per l’ennesima volta la delusione, scoppiavo dentro.

Solo un grande, grandissimo lavoro su me stessa mi ha fatto capire che le torture che mi stavo imponendo non stavano facendo migliorare le mie prestazioni. Anzi, peggioravano tutto: più fallivo e deludevo me stessa, più mi agitavo. E il panico che mi faceva andare avanti era solo un modo brillante per continuare a fallire e guardarmi come un esperimento fallimentare.

Quando ho capito che non era necessario essere perfetta, ho capito che dovevo abbandonare l’idea che le persone dovessero pensare di me come perfetta, bella, intelligente, brillante e sempre felice. Ovviamente, quando abbandoni quel peso di dover sempre apparire perfetta, dentro di te cresce la felicità. E tutto quello spazio dentro, che era riservato solo a stress, paura, fallimento, ansia, piano piano lascia spazio a felicità e serenità.

Quando ho iniziato a smettere di compiacere, ho sentito una frattura. Come se stessi tradendo qualcosa. Ma era solo la vecchia me che faceva rumore mentre se ne andava. La paura di deludere non era altro che un modo per tenermi ferma. Per non rischiare. Per non essere giudicata.

Eppure, restare dove non stai bene è già una forma di fallimento. Solo che è un fallimento silenzioso, socialmente accettato. Si chiama “vita sicura”. Ma dentro di te qualcosa muore ogni giorno.

Oggi so che deludere qualcuno può voler dire essere finalmente fedeli a se stessi. E questo è uno dei gesti più radicali e amorevoli che possiamo fare.

Chi sei, se non stai cercando di essere all’altezza di nessuno?

Se leggendo queste righe ti sei riconosciutə, se qualcosa dentro ha fatto eco, sappi che puoi scrivermi. Anche solo per raccontarmi, anche solo per chiedere. Io ci sono, e nessuna domanda è sbagliata.

Il coraggio non è non deludere mai. Il coraggio è scegliere di non deludere più te stessə.

Ti voglio bene, Vale