Negli anni ’80, un periodo di benessere economico e sociale, molti genitori hanno cresciuto i propri figli con l’obiettivo di vederli realizzare sogni e ambizioni che loro stessi non avevano potuto raggiungere. Questa generazione, la mia, cresciuta con l’idea di dover sempre dimostrare il proprio valore, si è trovata spesso a confrontarsi con aspettative irrealistiche e una costante ricerca di approvazione. L’idea instillata nella mia mente era quella della dedizione a tutti i costi allo studio e al lavoro, come se fossero l’unica e indiscutibile via per la felicità e l’autorealizzazione. Questa idea mi ha perseguitato per la maggior parte della vita! Credo che non riguardi solo me, perché la mia generazione è quella che ancora oggi ne paga le conseguenze.

1. Il Carico delle Aspettative Genitoriali
Negli anni ’80, l’educazione era spesso orientata al successo accademico e professionale. I genitori, desiderosi di offrire ai propri figli opportunità migliori, hanno trasmesso un’idea di successo legata a titoli accademici e carriere prestigiose. Ricordo ancora come i miei genitori sottolineassero l’importanza di una carriera stabile e rispettabile. Ogni mio risultato era accolto con gioia, ma c’era sempre un sottile sottinteso: ‘Puoi fare ancora di più’. Non solo, percepivo che il loro amore aumentava ed era strettamente legato al successo che raggiungevo, sia a scuola sia nello sport. Se ero stata capace di raggiungere un determinato obiettivo, potevo ricevere il premio, proprio come nell’addestramento animale!
Se vado indietro negli anni, però, non ricordo nessuna domanda legata alla mia felicità, io non ho mai sentito: “Sei felice? Cosa ti rende felice?” per cui non avevo mai ipotizzato che la felicità avesse un ruolo cosi importante o che avrebbe dovuto avere un legame con il mio futuro lavorativo. Avevo l’idea che il mio successo lavorativo avrebbe di conseguenza appagato la mia vita personale. Idea distorta, lo so ma era lì, appollaiata nella mia corteccia cerebrale!
Negli anni ’80, con il boom economico, molti genitori hanno vissuto un periodo di abbondanza che ha permesso loro di offrire ai propri figli opportunità che non avevano mai avuto. Questa generazione ha voluto vedere i propri figli realizzare sogni che loro stessi non avevano potuto concretizzare. Personalmente, ricordo come mia madre e mio padre parlassero spesso delle opportunità che non avevano avuto e di quanto fossero felici di potermi offrire una vita migliore. Tuttavia, questa felicità era accompagnata da un’aspettativa silenziosa di eccellenza, un peso che ho sentito crescere con il tempo.

Le aspettative genitoriali si sono spesso tradotte in una pressione costante. La mancanza di educazione al fallimento è stata una delle principali carenze di questo tipo di educazione. Dovevo nascondere a tutti i costi il mio senso di inadeguatezza per quello che avevo scelto di intraprendere e avevo l’obbligo morale di continuare a percorrere quella strada che loro mi avevano permesso di iniziare con tanti sacrifici. Dovevo nascondere e lottare contro la vergogna di vedermi fallire ma alla fine avevo solo un modo per uscirne: arrendermi e accettare la sconfitta, guardarmi con gli occhi della tenerezza e vivere con la consapevolezza che non era tutto perso quello che avevo fatto fino ad allora ma quegli anni mi avevano insegnato tanto, a vivere, a conoscermi, ad accettarmi e a volermi bene anche con le mie enormi imperfezioni. Crescere con l’idea che fallire sia inaccettabile ha creato una cultura del successo a tutti i costi, dove il fallimento è visto come una colpa personale, anziché come un’opportunità di crescita (TGCOM24).
Hai mai sentito la pressione di dover soddisfare aspettative che non erano davvero tue?
2. Il Confronto Costante nei Social Media
Oggi, i social media amplificano questa pressione, mostrando immagini di vite perfette e successi apparentemente facili da ottenere. Questo confronto incessante può farci sentire inadeguati e farci rivivere quelle sensazioni di dover sempre essere all’altezza, che abbiamo vissuto con i nostri genitori. Mi sono spesso trovata a scorrere i social, confrontando la mia vita con quella degli altri. Che angoscia! Un senso di inadeguatezza mi assaliva, come se non stessi facendo abbastanza. Come se la mia vita fosse un costante fallimento perché loro, che non avevano niente di meglio di me, apparentemente erano riusciti a laurearsi, ad avere successo lavorativo, ad avere una relazione appagante, una macchina costosa, indice di un arrivo finanziario che mi faceva sentire una fallita.

La “cultura del confronto” ci spinge a paragonarci costantemente agli altri, creando un senso di inadeguatezza e fallimento quando non raggiungiamo gli stessi traguardi. Mi sono spesso ritrovata a guardare le foto e i successi dei miei coetanei sui social media, sentendomi sempre più inadeguata. La sensazione di non essere abbastanza, di non fare abbastanza, era schiacciante. Questo fenomeno è particolarmente evidente tra i giovani universitari, dove l’ansia da prestazione e la paura del fallimento sono all’ordine del giorno.
Ogni anno, in Italia, si registrano circa 4.000 casi di suicidi, di cui circa 500 commessi da under 34. Questo dato allarmante riflette il profondo disagio vissuto da molti giovani, spesso schiacciati dalle aspettative e incapaci di sopportare il peso del fallimento. È essenziale normalizzare il fallimento come parte integrante della vita e riconoscere che il valore di una persona non è definito dai suoi successi o dai suoi insuccessi. (Lampoon Magazine)
Quando è stata l’ultima volta che ti sei sentito inadeguato a causa dei social media? Come hai reagito?
3. Le Conseguenze Psicologiche delle Aspettative
Le aspettative genitoriali e sociali possono avere effetti profondi sulla salute mentale. Ansia, depressione e bassa autostima sono comuni tra coloro che sentono di dover sempre soddisfare standard elevati. Questa pressione può portare a una percezione distorta del sé, dove il valore personale è strettamente legato ai risultati esterni. Inoltre, l’incapacità di gestire il fallimento può portare a una paura costante di sbagliare, impedendo di intraprendere nuove sfide o di esplorare passioni personali.
Ecco, questo è un punto importante di cui voglio parlarti: HO SCOPERTO LA STRATEGIA PER FALLIRE DAVVERO, OVVERO STARE FERMI! Ascoltami senza smettere di leggere, io l’ho scoperto davvero tardi nella vita ma te lo voglio svelare ora. L’unico modo per fallire davvero è smettere di agire, smettere di provarci, smettere di andare avanti, SMETTERE. Te lo prometto, se continuerai a lottare per il tuo obiettivo, arriverai dove vuoi. Il segreto è andare sempre avanti, possibilmente ascoltando il tuo istinto e mai coloro che vogliono sminuirti. Incontrerai tante persone che cercheranno di impedirti di realizzarti, ma non ascoltare le loro paure, lascia che interrompano solo i loro percorsi e mai i tuoi.
Hai mai evitato di tentare qualcosa per paura di fallire? Come ti sei sentito dopo?
4. La Ricerca di Approvazione e la Strategia per Liberarsi
Molti di noi crescono con un bisogno profondo di approvazione, un desiderio di rendere orgogliosi i nostri genitori. Per molto tempo, ho cercato disperatamente l’approvazione dei miei genitori, facendo scelte che pensavo li avrebbero resi orgogliosi. Mi sono ritrovata a perseguire carriere e obiettivi che non mi appassionavano, solo per vedere un sorriso di approvazione sul loro volto. Questo bisogno, spesso inconsciamente, ci porta a fare scelte basate su ciò che pensiamo che i nostri genitori o la società vogliano per noi, piuttosto che su ciò che realmente desideriamo. Se desideri semplicemente fare la mamma e occuparti della tua famiglia, fallo! Se ti senti realizzata in un piccolo orto con tre galline, fallo e fregatene delle aspettative degli altri! Io ho aperto il mio sito dopo 6 anni dall’acquisto del dominio. Ho intrapreso una nuova scuola a 30 anni, da sola, all’estero, senza appoggio e sostegno di qualcuno vicino a me. E non sono speciale e non ho doti straordinarie ma avevo finalmente realizzato che l’unico e infallibile metodo per iniziare a sorridere era andare avanti, accettare le sfide senza paura di cadere e non ascoltare nessuno, soprattutto la famiglia.

Strategia per affrontare il problema:
- Auto-riflessione: Prendi del tempo per riflettere sulle tue scelte e capire se sono davvero tue o influenzate dalle aspettative altrui.
- Stabilisci Priorità Personali: Identifica ciò che è veramente importante per te, al di là delle aspettative degli altri.
- Accetta il Fallimento: Normalizza il fallimento come parte del percorso di crescita. Ogni esperienza, positiva o negativa, contribuisce alla tua crescita personale.
- Circondati di persone autentiche: Stai vicino a chi apprezza il tuo lavoro e ti offre critiche costruttive per migliorare. Queste persone non cercano di abbatterti, ma di aiutarti a crescere.
- Fai attività nella natura, se riesci in solitudine: La solitudine, specialmente immersi nella natura, aiuta a concentrarsi e riallineare i pensieri. Non temere la solitudine; è un passo essenziale per prendersi cura di sé. Secondo alcuni studi scientifici, passare del tempo in ambienti naturali migliora la salute mentale e promuove il benessere emotivo.
- Leggi libri per lavorare sulla propria autostima: Libri di crescita personale e autobiografie possono offrire nuove prospettive e strumenti per migliorare la fiducia in sé stessi.
- Non sottovalutare il TUO potenziale: Riconosci i tuoi punti di forza naturali e valorizzali. Ogni individuo ha un potenziale unico che merita di essere esplorato e coltivato.
Prendi un momento per riflettere sulle tue scelte. Quante di esse sono influenzate dalle aspettative altrui?
5. Liberarsi dalle Catene delle Aspettative
Riconoscere l’influenza delle aspettative altrui è il primo passo per liberarti. È importante fare scelte autentiche, che riflettano i nostri desideri e valori. Ho imparato che il mio valore non dipende dai miei successi o dal compiacere gli altri, ma dalla mia capacità di essere autentica e fedele a me stessa. Sai quanto tempo ci ho messo? Una vita intera! Questo sito è il frutto della lotta eterna con me stessa, tra la vergogna di espormi e il forte desiderio di creare qualcosa che amo e che mi rende appagata.
Questo sito, gli articoli che scrivo, le frasi che pubblico sui social sono il mio urlo di gioia e l’abbraccio virtuale a chi ha bisogno anche solo di una parola di conforto. Anche se una sola persona riuscirà a trarre sostegno dal mio blog, la mia vita sarà migliore. Uscire dalla depressione e dai sensi di colpa che mi attanagliano tutti i giorni mi è costato un duro lavoro su me stessa, e questo duro lavoro te lo voglio regalare perché te lo meriti, perché ce lo meritiamo.
Ce lo meritiamo perché siamo esseri perfetti così come siamo, alla ricerca di una felicità vera. Possiamo sempre migliorarci, e anche se stiamo ancora aspettando la grande svolta, ho una notizia per te: STA ARRIVANDO, a patto che tu non ti arrenda mai, questa è la mia promessa per te!

Oggi, prendi una decisione che rispecchi chi sei veramente, non ciò che gli altri si aspettano da te. Fai il primo passo verso una vita più autentica e felice.
Per Concludere
Il viaggio verso l’autenticità e la liberazione dalle aspettative non è facile, ma è essenziale per il nostro benessere e la nostra crescita personale. Il futuro è nelle nostre mani: spetta a noi decidere come vivere la nostra vita e quali valori seguire. Siamo tutti unici e meritiamo di vivere una vita che rispecchi i nostri veri desideri, al di là delle aspettative degli altri.
Non sei solo in questa lotta, e il primo passo verso la libertà è riconoscere la forza che risiede dentro di te.
Ti voglio tanto tanto tanto bene
Vale
