La società si modifica in maniera velocissima, le dinamiche che costituiscono le nostre vite sono in continua evoluzione. Assistiamo come spettatori agli eventi che ci accadono. Lavoro. Mangiare. Dormire. Raramente, sentirsi Appagati.
Il mondo è sempre più simile ad una jungla nella quale è ammesso ogni tipo di strategia per sopravvivere. E noi ci adeguiamo perché dobbiamo trovare il modo di salvarci a lavoro, in famiglia, con il cibo.
L’argomento “cibo” ha sempre avuto un posto in prima fila nella mia vita. E’ diventato un tema molto discusso negli ultimi anni, ha un grande impatto su ognuno di noi e aumentano ogni giorno le vittime di un’alimentazione non corretta che causa ogni anno un numero sempre crescente di malattie quali diabete, malattie cardio-vascolari, obesità e tumori. Spesso affermiamo che quello che mangiamo influisce senza dubbio sul nostro stato di salute ma per qualche motivo non ci soffermiamo MAI a ragionare e indagare attivamente su cosa ci fa veramente bene e cosa ci fa male. Abbiamo troppe sfide da affrontare per occuparci anche di questo, abbiamo troppi impegni e troppo stress e pensiamo sia sufficiente acquistare prodotti biologici per sentirci “al sicuro”. I medici, ma anche nutrizionisti e dietisti, non si soffermano davvero sull’ascolto attivo dei problemi dei pazienti e io stessa, ho percepito una mancanza di interesse vero nel risolvere problematiche che troppo spesso vengono associate allo stress.
La complessità dell’alimentazione

Fin da piccola ho lottato con la mia pancia: sempre gonfia e troppo tonda. Andavo in palestra ma quella stronza rimaneva sempre. L’estate poi arrivava ed io ero lì con quella pancia che troppo spesso diventava una nemica. Non avevo mai preso in considerazione il fatto che forse non era la mia povera pancia ma ero io che inconsapevolmente ingurgitavo qualcosa che potesse farmi male ma i medici mi proponevano spesso diete a base di frutta e verdura, facendomi solo limitare le quantità, senza pensare che probabilmente troppa frutta e verdura non andavano proprio bene per me.
Se provo ad aprire Instagram o Facebook abbiamo una vastissima proposta di esperti in nutrizione che dicono esattamente cosa devi fare per perdere peso, per aumentare la massa muscolare, per abbassare il colesterolo e la glicemia e così discorrendo. Tra di loro, però, c’è una vera e propria guerra perché si smentiscono a vicenda: un esperto asserisce che i consigli degli altri esperti sono totalmente errati e infondati. Medici e nutrizionisti ci propinano diete generiche inserendo o eliminando una categoria di cibo senza una formulazione ad hoc per ogni tipologia di persona: ognuno ha una scuola di pensiero a seconda del percorso di studio, dei loro maestri, della loro esperienza personale. A me tutta questa indecisione tra gli stessi professionisti mi ha mostrato una grande confusione:
- la frutta fa bene o no? l’avocado si o no?
- l’avena si o no? il glutine si o no?
- la verdura cruda o cotta o a vapore?
- il latte si o no? la carne si o no?
Che disastro! Molti si focalizzano sul dimagrire e non sul nutrire ma abbiamo bisogno di energia, calore, di migliorare le proprie prestazioni.
Ma il cibo può avere effetti negativi sul nostro corpo? La risposta é SI! Oltre al risaputo effetto nocivo di grassi eccessivi e zuccheri, alcuni cibi interferiscono con il nostro sistema endocrino, alcuni ci infiammano perché siamo saturi di istamina o di nichel, alcuni alimenti sono avvelenati e ricchi di pesticidi, antischiumogeni, diserbanti, antimuffa, eccetera eccetera. Ma i famosi esperti su Instagram e Facebook sono al corrente di queste informazioni? Ce le comunicano nei video che pubblicano? Questa mancanza di fiducia mi ha portata spesso a fare da me, desiderosa di auto guarirmi e di alleviare dei fastidiosi sintomi che poi, col tempo, diventano invalidanti. Io soffro di emicrania da più di 20 anni, gonfiore addominale da quando ho memoria e negli ultimi anni la mia vita è stata stravolta da eventi estremamente preoccupanti che mi hanno costretta a pormi profonde domande:
- perché mi accontento delle spiegazioni degli altri?
- perché ho permesso di far parte del più grande condizionamento di massa?
- perché nei momenti di forte stress non mi prendo più cura di me stessa?
- perché la paura delle malattie mi paralizza? Cosa faccio per evitarle?
- perché l’economia mondiale è più importante del nostro benessere?
Il cambiamento del ruolo del cibo
Lavoro nel settore sanitario da tanti anni e determinate informazioni le dovrei sapere meglio di altri, invece, io, che mi sono sempre reputata altamente avanti dal punto di vista della salute alimentare, sono parte di tante menti plagiate dalla TV e dalle false notizie che ci propinano COSTANTEMENTE e ci illudono di percorrere una strada giusta per la nostra salute.
Se penso a mia nonna, ho l’immagine della sua cantina ricca di scaffali di salsa di pomodoro fatta con le sue mani, succhi di frutta e pesche sciroppate. Vedo grandi quantità di verdura sott’olio, olio raccolto e macinato in maniera completamente artigianale. Pasta e pane fatto in casa esclusivamente con farine vere, sane. Le sue mani rugose raccontano una vita di sacrifici ma di alimentazione biologica e reale. Lei lavava ancora i piatti con l’acqua di cottura della pasta (che è un vero e proprio fertilizzante naturale), mi viene da sorridere: per me era una donna speciale. La vedevo come una nonna magica perché quando ero piccina e non avevo nessuna nozione di agricoltura, la vedevo scavare per raccogliere le patate e io pensavo…”Come fa a sapere che si trovano qua sotto? Come fa a scavare e a sapere che ci sono delle patate proprio qui?”. Se penso alla Masseria dove si recava ogni giorno con mio nonno per raccogliere i frutti dell’orto, penso che quella è la vita che vorrei condurre adesso. Allora il cibo era una forma di nutrizione per il corpo, serviva a dare energia per poter far lavorare le persone, per renderle forti e piene di vigore.

Oggi il cibo? Serve per farci fare le foto su Instagram! Serve per gli occhi e non tanto per quell’autentica funzione di fornire elementi al corpo, al cervello e al nostro cuore. Io stessa sono una vittima del sistema industriale: sono dipendente dai dolci e lotto costantemente per resistergli. Accendere la televisione non mi aiuta affatto: sono 1000 i programmi basati sul cibo: come cucinare sano, come cucinare in 8 minuti, come fare una torta a forma di canguro, come cucinare con 2 ingredienti…abbiamo qualsiasi tipo di proposta che non ci fa dimenticare che il cibo ci manipola e le industrie alimentari ci danno quello che chiediamo.
Pressioni sociali e culturali
Ma quanto davvero è salutare quello che mettiamo nel nostro corpo? Io me lo sono chiesta spesso, soprattutto quando a 25 anni, una cistite recidivante mi faceva compagnia da mesi (con cicli di antibioticoterapia inutili e lievito di birra da sciogliere e bere per settimane, disgustoso!). Solo dopo aver eseguito un test per le intolleranze, molto simile a quello della Biorisonanza, era emerso che avevo diverse intolleranze bizzarre:
- tonno in scatola
- pollo
- glutine
- tutti i conservanti e coloranti che vedevo evidenziate sulle confezioni con la dicitura E seguite da un numero (E102, E104, ecc)
Questa è stata la prima rivoluzione della mia vita: eliminare questi cibi e scoprire di aver debellato completamente e in maniera definitiva (MAI più avuta nella vita) la cistite. Questa esperienza mi aveva fatto capire che l’industria alimentare nascondeva dei trucchi non troppo salutari per rendere il cibo gustoso nel tempo senza farlo marcire, per non far crescere muffe sui grani e farine, per mille altre cose. In sostanza, avevo capito che leggere le etichette dei cibi mi poteva aiutare a difendermi da sostanze potenzialmente dannose.
Pensandoci bene, soffrivo anche di emicrania e potevo sistemare anche questa patologia che era anche ben più invalidante della prima. A lavoro avevo conosciuto una dottoressa, la buonanima dottoressa Lesmo, che mi aveva insegnato tanto: mi parlava dei metalli pesanti, degli allevamenti intensivi e degli antibiotici nella carne, nella crescita smisurata dei piccoli pulcini a cui si spezzavano le zampette perché non riuscivano a sostenere il peso del corpicino che invece cresceva inesorabilmente. La buonanima mi raccontava che anche le pentole antiaderenti erano ingannevoli, perché se da una parte aiutavano a cucinare senza far aderire il cibo, dall’altra potevano davvero incidere sull’aumento del rischio dei tumori… E nessuna industria alimentare avrebbe mai diminuito i propri introiti per il bene delle persone. Il dio denaro ha sempre fatto girare il mondo e noi sappiamo l’1% di quello che accade davvero intorno a noi. Così nel 2015, schifata dal mondo che mi circondava ero diventata vegana solo perché smettere di mangiare era impossibile. Inoltre, avevo deciso di mangiare esclusivamente cibo biologico per evitare che il sistema industriale si rubasse la mia salute.
Impatto economico
Chi fa la spesa sa benissimo che acquistare biologico è una vera e propria impresa. Non si tratta solo di trovare una filiera autentica e controllata ma l’impatto che ha una spesa biologica sul nostro portafogli è davvero importante. Viviamo un momento storico in cui non tutti se lo possono permettere e le industrie alimentari lo sanno bene! Per venire incontro alla domanda del consumatore che vuole la frutta e la verdura BELLA E PERFETTA, ma soprattutto a prezzi bassi, ritroviamo sul banco dei supermercati la frutta e la verdura che ci piace: nessuna imperfezione nel colore e nella forma perché ci evoca un senso di “cibo non buono”. Noi donne non siamo più disposte a stare a casa a badare ai figli e alla casa, abbiamo un ruolo determinante nella società, siamo lavoratrici orgogliose di non aver tempo se non per lavorare. Per cui abbiamo poco tempo per preparare cibi a casa, sughi sul fuoco per ore, impastare con grani antichi. Abbiamo bisogno di qualcosa da proporre subito sulle tavole, sughi pronti di tutte le varietà, piatti pronti da lanciare nel microonde per 3 minuti e via, fast food, siamo di fretta, siamo esauriti, siamo stressati. Non abbiamo altro che quello che chiediamo…noi consumatori abbiamo ottenuto quello che chiedevamo. Probabilmente la colpa è nostra!
Scelta davvero libera sul cibo?
Manipolati. Manipolati. Manipolati. Pubblicità. Signori anziani e rassicuranti, dalle mani rugose come quelle di mia nonna raccolgono i pomodori nelle pubblicità dei prodotti che acquisto. Psicologia del marketing la chiamano e ci riescono benissimo! Abbiamo davvero la totale libertà su ciò che mettiamo sul nostro tavolo?
Apparentemente si ma adesso ti faccio un esempio pratico: vai a prendere il tuo sale da cucina e leggi gli ingredienti. Tra questi c’é anche il ferrocianuro di sodio ovvero l’E 535 o il ferrocianuro di potassio? Se non c’è, hai avuto solo culo, mentre se c’è ti invito a fare una ricerca su internet per indagare sulla sua pericolosità e poi se hai voglia scrivimi cosa hai trovato…scommetto che troverai informazioni che ti tranquillizzeranno in quanto ingrediente sicuro per l’uomo. Tu, continua a stare tranquill@.
Un nuovo studio scientifico pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives ha mostrato la pericolosità per la salute di un additivo alimentare molto utilizzato dall’industria, é il biossido di silicio: fatti un giretto sul web giusto per capire cosa ci mettiamo nel corpo OGNI GIORNO DELLA NOSTRA VITA.
Un esempio ancora che definisce la nostra mancanza di cultura sul cibo: quante varietà di pomodori conosci? Tante vero? Pachino, datterino, ciliegino, cuore di bue, San Marzano, picadilly, camone, costoluto e via dicendo. E quante varietà di grano conosci? una? che grano é? è un grano nato dalla ricerca scientifica all’inizio del ‘900? é un grano antico? Ti lascio questo quesito, se ti va scrivimi cosa ne pensi.
Per cui la risposta è NO! Non solo a causa della manipolazione mediatica ma ahimè a causa della totale ignoranza e piena fiducia che rimettiamo nei prodotti che sistemati in maniera perfetta sugli scaffali ci guardano con aria innocente.
Nel 2022 sono finita in ospedale a causa di una complicanza post Covid per cui la mia ematologa mi aveva caldamente consigliata di smettere con il veganesimo e iniziare a mangiare “di tutto” ed io che riponevo fiducia nei medici ho ubbidito come una brava soldatina. Siamo nel 2024 e oltre a tutti i problemi legati alla malattia si sono aggiunti tutti quelli che solo oggi so essere causati dall’alimentazione.
Cosa ho scoperto?
La mia vicina di casa mi parlava da tempo di una certa signora, esperta in nutrizione e alimentazione che sembrava essere una vera guru del settore, una che studia da 20 anni e cerca di far emergere quello che l’industria alimentare non ci dice. La sua attività di divulgatrice sembra essere reale, una missione in primis per se stessa e la sua famiglia ma anche per il consumatore ignorante, come noi.
Il suo nome é Monia Caramma, il cui libro, “La verità, vi però, sul cibo” mi ha svegliata da un sonno profondo. E’ un vero e proprio manuale di sopravvivenza per chi vuole smettere di arricchire un sistema già assai ricco e iniziare a guarire davvero. Vi lascio il piacere di scoprire le sue verità senza svelare troppo.

Ho letto tutti e 3 i suoi libri, divorati in pochi giorni perché avevo bisogno di risvegliare quella verità che avevo tra le mani qualche anno prima ma per colpa degli eventi e dello stress e della vita che va veloce non avevo più tenuto in considerazione. Ho letto tanti libri di alimentazione: “Ascolta la tua pancia” del dr. Gabriele Prinzi e Livia Emma, “Mangiare bene per sconfiggere il male” della dottoressa Maria Rosa Di Fazio ma anche libri sul digiuno intermittente e sui digiuni in generale. Oggettivamente esiste un forte contrasto con le informazioni che si possono trovare su internet ma io stessa ho appena intrapreso un percorso di eliminazione di alcuni cibi che mi hanno portata ad un’infiammazione sistemica importante e nelle prossime settimane scriverò un articolo sui miei miglioramenti, qualora vi fossero. Voglio essere la cavia di me stessa e verificare se i miei valori migliorano. Rimani conness@.
Conclusioni importanti
Dobbiamo essere umili e avere la consapevolezza di essere ignoranti sul World Food System perché esiste un sistema intricato di leggi e di politica dell’economia internazionale che non ci consente di conoscere la verità. Solo attraverso persone che studiano per noi e divulgano importanti concetti, possiamo e dobbiamo scoprire cosa si cela dietro quello che mangiamo per non essere vittima di un sistema che ci manipola da sempre sotto diversi aspetti.
La presentazione dell’ultimo libro della Caramma mi ha fatta sentire un’ingenua: mi ero fidata totalmente delle etichette, soprattutto di quella che dice BIOLOGICO. Mi sono sentita piccola e vulnerabile, ingannata e ferita. Ho imparato l’ennesima lezione: mai dare niente per scontato e soprattutto avere sempre una mente curiosa e desiderosa di risposte fondate. RICORDIAMO una verità emersa dal libro: alcune sostanze che possono essere utilizzate nel processo di produzione del prodotto, sono state associate a un aumento del rischio di tumore e altre patologie e la legge permette di non inserirle in etichetta. Quindi ecco alcuni consigli importanti da ricordate quando fate la spesa:
- acquistare ESCLUSIVAMENTE cibi italiani/svizzeri perché le nostre leggi ci tutelano dall’ingresso nel mercato di sostanze nocive e OGM. Per esempio, per quanto riguarda il riso, nel 2022 sul portale del sistema di allerta comunitario RASFF sono risultate ben 42 notifiche sul riso importato dall’India (28% del totale delle notifiche sul riso), a causa della presenza di agrofarmaci (thiamethoxam, triciclazolo, carbendazim e clorpirifos) il cui impiego non è consentito nell’Unione europea”. Il Rasff (Rapid Alert System for food and feed) è il sistema di allarme rapido che intercetta gli alimenti nocivi alla salute.
- leggere le etichette, ci aiuta a escludere gli alimenti che contengono coloranti e conservanti dannosi
- lasciare sul banco tutto quello che contiene elevate quantità di zuccheri
- acquistare dal contadino vicino casa
- eliminare cibi che contengono poliammine
- diminuire le solanacee
A te la scelta
Se hai uno spirito critico e ti ho incuriosit@, se dopo aver letto questo articolo ti é venuto qualche dubbio su ciò che mangi, ti consiglio di leggere i libri di Monia Caramma o vai a cliccare sui link di seguito per saperne di più. Se hai voglia di scoprire come si evolverà il mio percorso rimani connesso e continua a leggere il mio blog.
Link utili
https://www.lindipendente.online/category/consumo-critico
