Cara amica, perché hai paura che io stia bene?


C’è una domanda che mi porto dentro da anni. Una domanda che ho provato a ignorare, a girare in tutti i modi, a rispondermi da sola mille volte.

Perché tra donne è così difficile?

Parlo di quel momento in cui dentro di te scatta qualcosa. Un istinto. Una sensazione che dice che qualcosa è cambiato, forse sta cambiando, forse è già cambiato. È come una cerniera che si chiude. E quando è chiusa, sei al sicuro. Lei non ha più accesso a te. E tu smetti di fare da contenitore ai suoi problemi.

Sembra la storia della mia vita. Ogni tot amicizie, ne perdo qualcuna. È un processo normale? Funziona così? Non lo so. Forse ci incontriamo in certi momenti della vita per imparare qualcosa e una volta imparata, o insegnata, siamo destinate ad allontanarci.


La paura che l’altra stia meglio di te

Esiste una strana idea in molte relazioni femminili che nessuna vuole nominare: la paura che l’altra sia più felice, più forte, più realizzata di te.

È qualcosa di sottile e doloroso. È quella vocina che dice:

Se lei sta bene, cosa dice di me?

E allora si inizia a prendere le distanze. A rispondere con meno calore. A cercare difetti dove prima si vedevano pregi. Per autodifesa, quasi sempre. Ci siamo cresciute così, con l’idea che il valore di una donna si misuri in confronto alle altre. Che il tuo successo tolga spazio al mio. Che la tua forza mi faccia sembrare più debole.


Mostrare ciò che non si è

C’è anche un altro meccanismo che conosco bene. Quello di costruire una versione di sé presentabile, rassicurante, accettabile e portarla fuori come una maschera.

Si ride, si condivide, si appare vicine. Ma poi si torna a casa, ci si guarda allo specchio, e si sente un vuoto. Perché nessuno ha visto davvero chi sei. Hai mostrato solo la parte che pensavi fosse abbastanza.

Le relazioni costruite su questo fondamento prima o poi crollano. Richiedono troppa energia per essere mantenute. Una delle due si stanca.


Cosa succederebbe se mostrassimo le nostre fragilità?

Ci vuole coraggio. Un coraggio enorme. Perché siamo cresciute con l’idea che la vulnerabilità sia un rischio, che qualcuna ne approfitti, che si perda rispetto, che si venga giudicate.

Quando siamo disposte a mostrare le nostre fragilità succede qualcosa di strano e meraviglioso: si crea un allineamento. Due persone che si sentono vulnerabili insieme, senza che nessuna sovrasti l’altra. E questo rassicura. Dice: siamo uguali, valiamo uguali, siamo fragili uguali.

Per avere amicizie vere devi essere vera. E per essere vera devi smettere di fingere, prima con te stessa. Ammettere che siamo fragili, imperfette e meravigliosamente diverse. Non c’è altro modo.


Tre domande per fermarti e riflettere

Ti lascio tre domande per aiutarti a trovare le tue risposte.

1. Nelle tue amicizie, ti mostri per quello che sei, o per quello che pensi di dover essere?

2. Quando una tua amica sta bene, cosa provi davvero? Gioia genuina, o qualcosa di più complicato?

3. C’è una relazione nella tua vita in cui ti senti libera di essere vulnerabile? Se sì, custodiscila. Se la risposta ti fa esitare, quella esitazione sa già dove vuole portarti.

Se qualcosa in queste parole ti ha colpita, ascoltala. Quella sensazione sa già dove vuole portarti.

~ Valeria